martedì, 29 gennaio 2008

L'ho rifatto

Your true political self:
You are a

Social Liberal
(91% permissive)

and an...

Economic Conservative
(80% permissive)

You are best described as a:

Libertarian (80e/91s)


You exhibit a very well-developed sense of Right and Wrong and believe in economic fairness. loc: (155, 112)
modscore: (48, 55)
raw: (4654)
 
 
postato da: MelancoliaI alle ore 23:45 | link | commenti (3)
categorie: liberalismo
sabato, 16 dicembre 2006

Piergiorgio,la toga e il catino

Mattia Preti, Pilato si lava le mani (1663)Pur nel caos che governa la mia vita in questo periodo, ero riuscita a seguire il caso di Piergiorgio Welby. Lo appoggiavo e lo appoggio tuttora, perché al suo posto -immobilizzata a letto con la gola forata da una cannula, ridotta ad un vegetale pensante, colmo di desideri, anche semplici come quello di una bella gita in bicicletta, che non può soddisfare- penserei e farei esattamente lo stesso. Speravo che la giustizia desse ascolto alla  richiesta di un malato (richiesta legittima, in virtù del principio che solo l'individuo ha diritto di decidere della propria vita, fintantoché non danneggia quella degli altri) di terminare una terapia che ai suoi occhi ha assunto i contorni di una sadica ostinazione, una vita che in quelle condizioni gli pare indegna di essere vissuta. Speravo, pregavo, tifavo. Come sempre, invano.

Leggendo le motivazioni del giudice Angela Salvio, alla delusione hanno fatto seguito gli interrogativi. Primo, se il giudice non abbia tentato di filarsela all'inglese per evitare di sollevare dibattiti e polemiche. Secondo, con che razza di faccia di bronzo abbia potuto condannare Welby a vivere una vita d'inferno adducendo motivi così risibili. Terzo, fino a quando dovremo aspettare perché si affronti seriamente questo problema, affinché nessuno debba passare quel che sta passando Piero.

E' sconsolante rendersi ogni volta conto di come, nonostante il Tribunale per i diritti del malato, in Italia i diritti dell'individuo restino una bestemmia per buona parte della classe politica. In compenso, se prima avevo dubbi sul fatto di partecipare alla veglia di stasera a causa dei miei impegni, ora non ne ho più. 

postato da: MelancoliaI alle ore 19:45 | link | commenti
categorie: liberalismo, uomini e toghe
venerdì, 17 novembre 2006

Children of our time

Jinzo dimostra con un divertentissimo dialogo che forse il vero problema non sono i videogiochi...

Più serio nella forma, ma non nella sostanza è il saggio sul rapporto fra videogiochi e violenza pubblicato da un sito del settore (grazie a Sgembo).

postato da: MelancoliaI alle ore 12:15 | link | commenti (2)
categorie: liberalismo, across the universe
giovedì, 16 novembre 2006

Addio a Milton Friedman

(ANSA) - NEW YORK, 16 NOV - Milton Friedman, uno dei piu' influenti economisti del Ventesimo secolo, si e' spento oggi per infarto a San Francisco a 94 anni. Lo ha reso noto oggi un portavoce del Cato Institute di Washington. Friedman, fondatore della scuola monetarista, secondo la quale solo il mercato - e non l'intervento dello Stato - puo' assicurare la crescita senza inflazione - si era aggiudicato nel 1976 il premio Nobel per l'Economia.

Requiescat in pace

postato da: MelancoliaI alle ore 19:42 | link | commenti (2)
categorie: liberalismo, across the universe
sabato, 04 novembre 2006

Opposti talebanismi

Astrolabio espone un'idea che a mio avviso dovrebbe essere lapalissiana: vietare ad una donna di vestirsi come desidera, per sua libera scelta, è altrettanto talebano che imporle di indossare il burqa.

Resta però la questione sollevata da Souad Sbai, presidente dell'Associazione donne marocchine in Italia (e, per interposta persona, da Faramir): le donne musulmane spesso non sono libere di mettere il velo. Lo fanno per imposizione della famiglia o del marito. Questo è il vero problema, un problema che però non si risolve con i divieti, bensì aiutando queste donne a liberarsi dalle pressioni familiari e sociali e difendendole contro chi usa loro violenza di qualsiasi tipo.

postato da: MelancoliaI alle ore 08:44 | link | commenti (2)
categorie: donne, liberalismo
mercoledì, 11 ottobre 2006

Da Jinzo

Ehi tu, che fai non firmi?

     

 

Fotti lo Stato. Firma il manifesto libertario.

** Con preghiera di diffusione **

postato da: MelancoliaI alle ore 08:53 | link | commenti (7)
categorie: liberalismo
domenica, 30 luglio 2006

La Polizia Alimentare

Il sentiero divenne una stradina in terra battuta. Al posto della foresta c'erano pascoli e campi ricoperti di mèssi e fiori. La vista di tutto quel ben di Dio risvegliò l'appetito di Jonathan che, nella speranza di trovare qualcuno che potesse sfamarlo, imboccò un viottolo che portava a una fattoria. Sulla veranda c'era una giovane donna in lacrime con accanto tre bambini. "Mi scusi" esordì gentilmente Jonathan "posso fare qualcosa per lei?" La donna singhiozzò: "Il mio povero marito è stato arrestato dalla Polizia Alimentare; erano anni che gli dicevo di stare attento!" "Mi dispiace molto signora, ma non ho mai sentito parlare di Polizia Alimentare" disse Jonathan accarezzando la testa di uno dei bambini. "E perché l'hanno arrestato?" La donna, cercando di trattenere le lacrime, rispose: "Il suo crimine era quello di produrre troppo cibo". Jonathan era scioccato: quest'isola era davvero uno strano posto! "Sul serio qui è un crimine produrre troppo cibo?" Ella continuò: "L'anno scorso la Polizia Alimentare diramò una circolare in cui si stabiliva la quantità di cibo che poteva essere prodotta e venduta. Ci dissero che i prezzi bassi, dovuti alla concorrenza, danneggiavano gli altri produttori.! Poi, quasi gridando: "Mio marito, da solo, valeva più di tutti gli altri agricoltori messi insieme". D'un tratto si udirono delle grasse risate e un uomo corpulento e tarchiato si avvicinò alla fattoria. "Non le pare, signore" esordì costui "che il migliore agricoltore è quello che riesce a prendersi la terra?" Poi, rivolto ai tre bambini aggiunse con un sogghigno, accompagnando le parole con un gesto eloquente della mano: "Prendete le vostre cianfrusaglie e andatevene in fretta, questa ora è la mia fattoria!" La donna replicò, fiera: "Mio marito rimane, comunque, un agricoltore migliore di quanto tu potrai mai essere". "Su questo ci sarebbe da discutere" ribatté l'uomo in tono sardonico. "Certo era bravissimo a coltivare, era un genio nel  capire i gusti dei consumatori, Che uomo! Peccato si sia scordato di un piccolo particolare: è il Governo che stabilisce i prezzi e i prodotti da coltivare, e la Polizia Alimentare fa rispettare i voleri del Governo. Tuo marito non aveva proprio afferrato cosa è davvero importante per fare l'agricoltore!" "Sei un parassita!" gli urlò la donna. "Sbagli sempre le previsioni, sprechi semi e fertilizzanti per coltivare cose che nessuno vuole comprare, e non te ne importa niente, perché tanto poi vai a piangere dal Governo per farti ripianare le perdite". Jonathan, pensieroso, domandò: "Ma è possibile che non ci sia nessun vantaggio a essere un buon agricoltore?" "E' uno svantaggio essere bravi!" rispose la donna. "Mio marito, al contrario di questo parassita, ha rifiutato la pianificazione dei Ministri perché cercava solo di vendere buoni prodotti a prezzi onesti." L'uomo, cacciando la donna e i bambini, aggiunse: "E' vero, e non voleva neanche rispettare le quote di produzione annuali, ma ricordati che non c'è agricoltore che possa imbrogliare la Polizia Alimentare e farla franca. E ora, fuori dalla mia terra!" Jonathan aiutò la donna a radunare le poche cose e i bambini, poi si allontanarono insieme. Prima di scomparire dietro l'ultima curva si voltarono per dare un'ultima occhiata alla bella fattoria. "Ora che ne sarà di voi?" chiese Jonathan. La donna sospirò: "Non ho soldi per pagare prezzi così alti per il cibo, ma per fortuna ho parenti e amici che forse mi potranno aiutare. Oppure posso pregare il Governo di prendersi cura di me e dei miei bambini; sarebbe ben felice di farlo. Su, bambini, andiamo." E aggiunse tristemente: "Sono proprio i Ministri che ci hanno messi nei guai favorendo gli interessi di quell'energumeno che ci ha cacciati dalla nostra casa. Più la gente dipende da loro, più aumenta il loro potere. Si possono permettere di essere generosi contando sul lavoro degli altri." Jonathan, a quel punto, si sentiva più nauseato che affamato.

(Da: Ken Schoolland, Le avventure di Jonathan Gullible, Liberilibri)

postato da: MelancoliaI alle ore 08:35 | link | commenti (4)
categorie: liberalismo
martedì, 18 luglio 2006

Il Gandhi che non ti aspetti

postato da: MelancoliaI alle ore 07:37 | link | commenti (2)
categorie: liberalismo
venerdì, 07 luglio 2006

Il grande fratello fiscale

La mania dei reality ha contagiato via XX Settembre. Vi lascio immaginare le conseguenze...

Leggete (e tremate) da Astro.

postato da: MelancoliaI alle ore 07:13 | link | commenti (1)
categorie: liberalismo
martedì, 06 giugno 2006

La caduta degli dei

Libertyfirst, ispirato da Hoppe, ha prodotto un manifesto contro la democrazia. Nulla di filototalitario, bensì libertarismo allo stato puro I punti chiave da tenere presenti sono questi:

  • Tutti i giudizi normativi sono arbitrari, quindi tutti i sistemi legislativi lo sono. Ogni azione si basa su giudizi di valore, quindi è arbitraria. Ma il libertarismo non è assenza di valori, checché se ne pensi: la libertà è un giudizio di valore.
  • Le norme giuridiche traggono origine dalla regolarità del comportamento umano, quindi sono implicite in ogni rapporto fra individui. La legislazione non è quindi la fonte del diritto, come dimostra la common law.
  • La democrazia moderna è totalitaria perché estende l'ambito delle scelte collettive (obbligatorie per tutti ed imposte dall'alto) all'infinito, rimettendo di fatto all'arbitrio dei politici qualunque aspetto della società, dell'economia e della vita pubblica, in spregio al giusnaturalismo. Lampante l'esempio delle 50 authorities vagheggiate, sembra, dal governo Prodi.
  • Alcuni danni collaterali di questo sistema: istituzionalizzazione delle truffe monetarie, svalutazione continua della moneta, concentrazione enorme di potere arbitrario, squilibri microeconomici come la disoccupazione permanente, muri di protezionismi per danneggiare i produttori dei paesi poveri, un sistema pensionistico e assistenziale che non si reggerà in piedi ancora a lungo, squilibri macroeconomici globali, conflitti su scala inimmaginabile, rendite di posizione parassitarie, corruzione su scala globale, spesa pubblica impazzita, deficit e debiti inimmaginabili, produzione legislativa spaventosamente verbosa, autocontraddittoria, invasiva, arbitraria, inefficiente, inefficace.
  • I re trattenevano per sé solo il 5% del PIL, lo Stato attuale il 50%. Essi governavano in base a princìpi indipendenti da loro che ne limitavano l'arbitrio (la Magna Charta docet).
  • La democrazia non è partecipazione volontaria, esattamente per lo stesso motivo per cui il contratto sociale non esiste: se voglio secedere, lo stato mi aggredisce, quindi non sono libero di partecipare.
  • Il liberalismo sostiene che ogni individuo abbia diritto di non essere ucciso, di non essere derubato, di non essere truffato, di non essere ridotto in schiavitù, di relazionarsi liberamente con gli altri tramite scambi e contratti. Concetti di cui la democrazia si arroga, falsamente, l'esclusiva (vedi a questo proposito il punto 2: in un ordine giuridico libertario i diritti fondamentali sarebbero comunque, forse meglio, garantiti).
  • E' interesse di chi ha potere aumentarlo; e aumentare il potere significa ridurre la libertà. In una società dove la classe politica ha il controllo quasi totale su scuola, moneta, informazione, legislazione... i potenti hanno infinite leve per perpetuare e ampliare il loro potere. Quindi una politica liberale non può esistere.

Per chi volesse approfondire ma non avesse tempo, consiglio Abbasso la democrazia di Hoppe: 84 pagine per far crollare un mito radicato nelle nostre menti dalla propaganda statale

postato da: MelancoliaI alle ore 18:30 | link | commenti (6)
categorie: liberalismo

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Questo blog è dedicato a mio nonno Renato Zanacchini (1917-2008)

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