
E' il titolo della foto della statunitense Stephanie Sinclair, premiata dall'Unicef come "Foto dell'anno 2007". Ghulam, 11 anni, è ritratta nel giorno del suo matrimonio con Faiz Mohammad, 40 anni.
«Il premio "UNICEF Photo of the Year 2007" richiama l'attenzione del pubblico su un problema di dimensioni mondiali. Milioni di ragazze sono costrette a sposarsi in età prematura: nella maggior parte dei casi è loro negata per sempre una vita autodeterminata» afferma Eva Luise Köhler, ambasciatrice UNICEF, alla cerimonia di premiazione a Berlino.
Secondo l'UNICEF, sono circa 60 milioni le ragazze nel mondo che si sposano in età adolescenziale. In gran parte dell'Asia meridionale e in Africa australe, il matrimonio è spesso considerato una transazione commerciale, che nulla ha a che vedere con i desideri della persona. La sposa in questo contesto diventa merce di scambio: più è giovane, maggiore il suo prezzo.
Non voglio rassegnarmi a credere che questa mentalità crudele non possa né debba mutare. Nessuna tradizione può giustificare il sacrificio di bambine e ragazzine che hanno il diritto di essere considerate persone, non cose. Secoli fa succedeva lo stesso nella vecchia Europa, lo so bene, ma se qui il modo di pensare è cambiato, perché non dovrebbe accadere, prima o poi, anche in altri continenti?
09 marzo 2007
Dovrà scontare 14 anni di carcere e pagare una multa di 65 mila euro
Turismo sessuale, prima condanna in Italia
Riconosciuta la colpevolezza di Giorgio Sampec, 56 anni, già in carcere sulla base di intercettazioni e di un'inchiesta delle «Iene»
Il tribunale di Milano ha emesso la prima condanna per turismo sessuale da quando è entrata in vigore la normativa che punisce i cittadini italiani per reati compiuti all'estero. I giudici della IX sezione penale hanno ritenuto colpevole Giorgio Sampec, veronese di 56 anni, comminandogli una pena di 14 anni di reclusione (uno in più rispetto alla richiesta del Pm Gianluca Prisco) per rapporti sessuali con minori di 18 anni, induzione alla prostituzione minorile e detenzione e commercio di materiale pornografico. È stato accertato che Giorgio Sampec, in carcere dal 2005, quando fu arrestato sulla base di intercettazioni ambientali (e di un'inchiesta del programma «Le Iene», dove proponeva all'inviato in incognito un incontro con una bambina), per almeno cinque anni ha avuto rapporti sessuali con bambini e bambine di età anche inferiore ai 14 anni, in Thailandia e Cambogia, Paesi dove l'uomo trascorreva da tempo circa dieci mesi all'anno. Sampec è stato inoltre condannato a 65 mila euro di multa, mentre il Pm aveva chiesto una sanzione di 200 mila euro.
(dal Corriere della Sera)
Si stanno levando forti proteste per il vicino trasferimento dell'Annunciazione di Leonardo dagli Uffizi a Tokyo, dove figurerà in una mostra sull'arte italiana.
Mi stupisco che ci si stupisca di questo: qualche anno fa il Satiro danzante di Mazara del Vallo, che certo non è meno delicato della tavola leonardesca, fu inviato senza tanti complimenti all'Expo di Aichi come simbolo dell'Italian way of life. Chi ha fatto trenta può far trentuno, no?

UPDATE: per ora sembra che sia andato tutto bene, ma se dovesse accadere qualcosa al dipinto (ammesso che qualcuno dei nostri giornalisti ignoranti e leccapiedi abbia il coraggio di dirlo) ne riterrò responsabile il ministro!
(ANSA)-MILANO, 27 FEB-Una maestra di sostegno di una scuola elementare milanese, in zona San Siro, ha provocato un taglio alla lingua di un alunno troppo vivace. Il bambino, di 7 anni, ha una ferita giudicata guaribile in 10 giorni. Contro la maestra e' stata presentata una denuncia per lesioni.La maestra si difende sostenendo che si e' trattato di un incidente: in una sorta di gioco avrebbe avvicinato troppo le lame delle forbici alla lingua del bimbo.Il piccolo e' sotto choc e non vuole piu' tornare a scuola.
Lo dico per l'ennesima volta: la salute psicofisica degli insegnanti dovrebbe essere controllata scrupolosamente 
Non mi vengono le parole adatte per definire quest'uomo e cosa si merita. So solo che questo mondo mi fa sempre più schifo.
(AGI) - Palermo, 19 gen. - Un uomo di 38 anni, posto in stato di fermo dalla polizia a Palermo, ha confessato di aver violentato una bambina di un anno. Il pedofilo e' stato identificato in poche ore di indagini dagli investigatori della sezione Reati in danno di minori e sessuali della Squadra Mobile, dopo che la bambina era stata portata in ospedale dai familiari. A carico dell'indagato ha emesso provvedimento di fermo il sostituto procuratore Sinatra. (AGI)
COMUNICATO DEL 17/12/2006
In occasione del recente aumento del canone RAI, fissato per l’anno 2007, ci sentiamo in obbligo di domandare una migliore qualità dell'informazione e maggiore attenzione a temi quali lo stato dei diritti umani nel mondo e, in particolare, nel Darfur, il cui conflitto dura inosservato da tre anni e spegne ogni giorno la vita di centinaia di civili.
Chiediamo di svegliare le coscienze dal torpore dell’indifferenza, di volgere lo sguardo verso gli uomini e le donne che ogni giorno lottano per la sopravvivenza, ascoltare il grido che dal basso tenta di raggiungere i vertici dell’informazione televisiva per costringerli con il nostro potere contrattuale, che ci deriva dall’essere i “consumatori” dell’informazione, a promuovere servizi e approfondimenti sulle grandi crisi umanitarie come quelle del Darfur. Alimentando una maggiore coscienza del genocidio in atto nel Darfur, si può infatti sperare che il Governo Italiano si impegni maggiormente a livello internazionale per fermare le ingiustizie e le atrocità che si stanno compiendo nella regione.
Non c’è niente- di lecito – che possa fermare uomini e donne assetati di conoscenza, ma molti – troppi- sono gli interessi in gioco e in tanti premono affinché il consumatore non sia posto nelle condizioni di fare domande. Chi sa e vuole sapere ancora di più è, infatti, il meno controllabile e il meno gestibile dei cittadini.
Abbiamo una grande arma pronta a sparare: il telecomando.
Allora svegliamoci dal sonno della coscienza, rendiamo liberi i produttori dell’informazione dalla schiavitù del mercato e dalla banalità dello share, comprensibile ma non giustificabile dinanzi a temi d’universale portata per i privati ma inconcepibile per una televisione che si dichiara pubblica e al servizio dei cittadini.
In questi giorni sembra che qualcuno abbia scoperchiato il vaso di Pandora della violenza giovanile. Il velato sospetto è che si tratti dell'ennesima "emergenza" pompata dal sensazionalismo giornalistico, col relativo carrozzone di esperti e tuttologi che si guadagnano la pagnotta pontificando dal piccolo schermo, ma i fatti sono talmente gravi che è impossibile, oltre che superficiale, sottovalutarli.
A dare la stura è stata la scoperta del video che mostrava quattro giovanissimi vigliacchi aggredire un compagno down, nel silenzio non meno vigliacco del resto della classe, giustamente punita (ma pensiamo anche alle responsabilità degli educatori: come poteva l'insegnante non sentire almeno le urla, pur non essendo presente? Nessun adulto, docente o bidello, si è accorto di nulla?). Poi le ragazze sottoposte alla duplice brutalità dello stupro e della videoregistrazione della violenza, ricattate e umiliate dallo smercio di quei fotogrammi che riaprivano le ferite della loro anima. Ora arrivano le prime sentenze esemplari, nondimeno è difficile sottrarsi alla riflessione e all'esame di coscienza.
Come ribadiscono anche gli addetti ai lavori, vessazioni del genere non sono sporadiche e sono sempre esistite. Le minacce nei confronti dell'insegnante mostrate oggi in molti TG non sono nulla di eccezionale per chi abbia conosciuto "certi soggetti", come docente o come alunno, e dopotutto quei ragazzi di buona famiglia che violentano in branco le ragazzine non sono molto diversi, benché più precoci, dai mostri del Circeo. Il vero elemento nuovo e dirompente è l'esibizionismo, la diffusione mediatica dei soprusi di questi piccoli criminali col favore dei nuovi telefonini. Quei video inquietano anche perché costringono ad aprire gli occhi su quello che preferiremmo non vedere - o che abbiamo fatto finta di non vedere fino ad ora. L'ultimo rapporto Eurispes-Telefono Azzurro parla di una "generazione fuori controllo": non è che in fondo non possiamo o non vogliamo controllarla, battendoci il petto quando ne affrontiamo le conseguenze?
Jinzo dimostra con un divertentissimo dialogo che forse il vero problema non sono i videogiochi...
Più serio nella forma, ma non nella sostanza è il saggio sul rapporto fra videogiochi e violenza pubblicato da un sito del settore (grazie a Sgembo).