Avete presente quelle assurde sequenze di lettere che sembrano uscite dalle mani di un op artist impasticcato? Sì, quelle che devi ricopiare in una casella e che ogni volta ti mandano in tilt i nervi ottici.
Si chiamano captcha e servirebbero, in teoria, ad evitare lo spam. Il concetto di base è che per un computer dovrebbe essere impossibile decrittare un testo deformato (dovrebbe) pertanto questo test dovrebbe impedire alla macchina di entrare nel server e permettere agli umani di scrivere. Peccato che non a tutti gli umani sia consentito: a non vedenti ed ipovedenti i captcha sbarrano la strada. Una barriera architettonica immateriale ma pesante, che limita la libertà d'espressione di uomini e donne a causa dei loro problemi fisici. Ciò è discriminatorio, illegale e contrario ad ogni norma di civiltà. Le alternative,per giunta, ci sono.
Perla ha lanciato una campagna di sensibilizzazione contro le word verifications. Da dietro le mie lenti da miope (-7 e -5 decimi), aderisco e vi invito a diffondere il messaggio e ad eliminare i captcha ottici dai vostri siti.
